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IO E LA FIBROMIALGIA

Valentina Gattafoni
30 Novembre 2020

TI RACCONTO LA MIA STORIA (primo atto)

Ciao Anima meravigliosa,

prima di tutto voglio ringraziarti, perché è solo grazie a te che ho trovato la motivazione ed il coraggio di mettermi a nudo e condividere la mia storia, affinché possa esserti da esempio e possa accendere in te la luce della speranza per una vita migliore.

Io e la Fibromialgia ci consociamo praticamente da sempre.

Mi fa compagnia da tutta la vita, avrò avuto 4/5 anni quando sono comparsi i primi sintomi.

Fin da piccolina infatti lamentavo spesso forti dolori alle caviglie e ai polsi, cistiti, herpes e un po’ di stanchezza e nonostante i miei genitori mi fecero fare diversi controlli medici, il tutto si concluse con un rassicurante: “è una questione di crescita”.

Le cose poi iniziarono a complicarsi verso gli ultimi anni del liceo, quando a questi sintomi si aggiunsero anche forti mal di testa, un ciclo dolorosissimo, dolori sparsi a schiena e cervicale e crampi.

Ricordo che la mia vita al tempo era praticamente scandita dagli AULIN, che prendevo come fossero caramelle. Li scioglievo sotto lingua e avevano quel sapore frizzante di arancia, erano pure buoni tutto sommato!

Poi un giorno a pochi mesi prima della maturità, i dolori si fecero insopportabili, ebbi un forte senso di vertigine e durante l’ora di pedagogia svenni sopra alla mia compagna di banco. Mi portarono al pronto soccorso e dopo vari esami mi rispedirono a casa, con un referto di cervicalgia.
Insomma me la cavai con un mesetto di riposo assoluto e della ginnastica posturale.

Nel 2002 presi la maturità e mi trasferii a Milano per l’università, i dolori non sono mai scomparsi, in qualche modo ci convivevo, alcune volte li sopportavo, altre volte li ignoravo, altre volte quando diventavano insopportabili, buttavo giù un antidolorifico.

Il dolore era diventato parte di me.

Infondo mi ero convinta, che fosse normale avere dei dolori, credevo che chiunque convivesse con dei dolori, che non ero l’unica ad avere il mal di testa e dentro di me ogni volta che mi lamentavo dal dolore mi punivo dicendomi: “Basta lamentarti Vale, gli altri soffrono e mica si lamentano come te.”

Ed è con questa convinzione che trascorsi le mie giornate a Milano, fino a quando al secondo anno di università non capitarono altri due episodi analoghi a quelli del liceo, avevo le vertigini e svenivo.

Ora la cosa iniziava a farsi molto più seria di quella che sembrava e d’accordo con la mia famiglia iniziammo a fare delle visite specialistiche, dal neurologo, dall’urologo, dal fisiatra, ecc. ecc. ecc.

CONCLUSIONE: Per tutti, ero sana come un pesce!

E mi liquidavano con un: “sarà stato un forte stress, signorina!”

Così anche io mi convinsi del fatto che non stavo male, ma che ero soltanto più fragile delle altre persone, che invece gli stessi dolori li sopportavano con facilità, come se nulla fosse.

Piccolo spoiler: in realtà le altre persone non soffrivano di questi dolori ogni giorno.
(Ma io questo non lo avevo capito)

Con il passare del tempo la mia sofferenza iniziò a farsi sentire in modo preponderante, sentivo come un grosso zaino pesante da portare sulle spalle, iniziavo ad accartocciarmi su me stessa dal dolore e un giorno, mentre ero dal mio medico di famiglia a descrivergli il mio stato di malessere, ebbe un intuizione e mi spedì da un reumatologo.

LA DIAGNOSI

Fibromialgia

Dopo una visita di circa 20 minuti, all’età di 22 anni il reumatologo mi diagnosticò la Fibromialgia.
É lì che la conobbi per la prima volta, anche se lei mi conosceva da sempre.

In qualche modo quel giorno ero felice. Finalmente qualcuno aveva dato voce e credibilità a tanto dolore.

Disse anche che la Fibromialgia era una malattia cronica ed incurabile, ma io quelle parole non le presi più di tanto in considerazione, nella mia vita da 20enne non avevo di certo spazio per quelle due brutte parole.

Filai a casa con una lista di medicine da prendere: 3 tachipirine al giorno; 2 iniezioni di miorilassanti al giorno; integratori vari e sedute di chinesioterapia.

Avevo una “cura” e un briciolo di speranza nel cuore, quel che mi bastava in quel momento per proseguire la mia vita.

Mi laureai e volai in Inghilterra per studiare l’inglese, si susseguivano giorni migliori a giorni peggiori, ma nel mio beauty c’era sempre tutto l’occorrente per alleviare i miei dolori e tenere a bada la FIbromialgia.

IL MIO PRIMO LAVORO

Rientrata dalla mia esperienza fuori paese, ebbi il mio primo colloquio di lavoro, un’azienda molto grande di giocattoli cercava un grafico.
Ah, non vi ho detto che mi sono laureata in arti visive e grafica.

Praticamente, il lavoro giusto, al posto giusto al momento giusto.
Cosa chiedere di più?!

Non stavo nella pelle, il mio entusiasmo era alle stelle, anche se presto man mano andò scemando.
I dolori tornarono a scandire ogni mia giornata.

La sveglia suonava e io cercavo di trascinarmi letteralmente fuori dal letto, ogni mattina era come essere investiti da un treno, ed ogni sera rientravo tramortita. Anche il solo prepararsi per andare a dormire era troppo faticoso.
Soltanto i miei genitori si accorgevano della mia sofferenza, agli altri non permettevo certo di vederla.

Far vedere la mia fragilità era una cosa che mi spaventava tantissimo, in più avevo il terrore di non essere creduta e di passare per quella che si lamenta sempre.

Così a colleghi e amici mostravo sempre un gran sorriso stampato in faccia, nonostante tutto.

Di tanto in tanto i miei provavano a suggerirmi di rallentare un pò, ma io facevo tutto l’esatto contrario. Spingevo sull’accelleratore, volevo dimostrare a tutti, sopratutto a me stessa che non stavo male, che non ero fragile ma al contrario che ero forte ed invincibile.

Il mio corpo urlava e la mia bocca sorrideva!

Poi un giorno mentre rientravo da lavoro, ero in macchina e feci giusto in tempo ad accostare e a chiamare i miei, non sentivo più ne le mie gambe ne le mie braccia, vedevo il mondo intorno a me girare vorticosamente, non riuscivo a parlare, ero come immobilizzata e la pressione era pressoché inesistente.
Ebbi una sorta di collasso.

Quel giorno ho avuto davvero paura.

Appena ripresi un pò le forze mi recai di nuovo dal reumatologo per un dayhospital.

Il VERDETTO

Questa volta non avevo scampo, la Fibromialgia era ad uno stato acuto, avevo accumulato 18 su 18 Tender Point (senza vincere alcun premio) ed ogni parte del mio corpo era totalmente infiammata.

Il medico questa volta ci andò giù pesante, ribadì che purtroppo la Fibromialgia era una malattia cronica ed incurabile, c’erano solo delle terapie per tenerla a bada, ma il colpo di grazia me lo diede quando mi disse che non avrei potuto più vivere la mia vita, mi disse scordati il lavoro, scordati le serate con gli amici, scordati di tutto, devi totalmente cambiare stile di vita, meno fai, meglio stai.

Questa volta scoppiai in lacrime.
Quelle parole non facevano altro che tuonare scandite nelle mia testa.
E fu quel giorno che per la prima volta sentii il mondo cadermi addosso.

Furono giorni lunghissimi, interminabili, e dovetti prendere la decisione più difficile della mia vita, licenziarmi, tanto non avrei più potuto fare quel lavoro.

Nella mia mente è ancora vivo il ricordo del giorno in cui chiamai l’azienda per comunicare il licenziamento. Piansi prima della chiamata e dopo, mi vergognavo terribilmente, sentivo come se avessi deluso tutti, compresa me stessa, e fu terribile.

Tutte le mie aspettative ed i miei sogni erano svaniti nel nulla.
Ero arrabbiata, arrabbiata con tutti, con il mondo e con me stessa.

Odiavo la Fibromialgia con ogni atomo del mio corpo.

Passai un anno e mezzo circa della mia vita tra letto e divano.

io e la Fibromialgia

Alla fine dopo tanto riposo e dosi massicce di medicinali, cominciai a migliorare, ma soprattutto a ritrovare l’entusiasmo.

Non volevo proprio dargliela vinta alla Fibromialgia, mi promisi che non mi sarei mai più arresa a lei e che l’avrei sempre combattuta (la cosa più sbagliata che potessi fare, ma all’epoca non le avevo queste consapevolezze).

A SPASSO CON LA FIBROMIALGIA

La mia vita ricominciò gradualmente, iniziai a lavorare da casa come grafica freelance, mi feci nuovi amici e mi iscrissi ad un corso di subacquea. Presi ben 3 brevetti, e scesi negli abissi fino a 54 metri. INCREDIBILE VERO? Starmene sott’acqua mi faceva sentire cosi bene e così leggera.
I dolori non erano di certo scomparsi, ma a periodi alterni ripetevo le cure e li tenevo a bada.

In questo periodo della vita ho fatto davvero di tutto, ho sciato, fatto trekking e fatto le 6 del mattino, mi sono iscritta in palestra e ho lavorato per 10/12 ore al giorno.

Eh si perché dovevo riprendermi tutto ciò che la Fibromialgia mi aveva tolto.

La vita mi stava sorridendo di nuovo e ciliegina sulla torta, l’azienda dalla quale mi ero licenziata, mi offrì di nuovo una seconda possibilità, riponevano molta fiducia in me, era finalmente arrivata l’ora del mio riscatto, era un ruolo nuovo e stimolante, e io non potevo di certo perdere quell’occasione!

Così accettai la sfida e diedi tutta me stessa per fare bene, questa volta non potevo deluderli.

Quel periodo la mia vita sembrava navigare a gonfie vele, avevo e facevo tutto ciò che volevo.

io e la fibromialgia

Mi sentivo come Wonder Woman

come l’unica persona in grado di sorreggere tutto il peso del mondo.

Correvo a tutta velocità, le mie settimane erano scandite dal lavoro, la palestra, gli amici, lo shopping le serate e i weekend fuori porta.

Ma era tutta un’illusione.

Questo era ciò che la mia mente si diceva tra sé e sé, la verità invece era ben diversa: quel mondo pesava così tanto sulle mie spalle ed io continuavo a sorreggerlo facendo finta di nulla.

Non mi stavo ascoltando affatto.

La vita mi stava di nuovo mettendo alla prova, ma io non avevo ancora capito la lezione.

E qui apro una piccola parentesi:
avevo riempito la mia vita di cose, tante cose, ma avevo completamente perso di vista me stessa e il mio volere, c’ero sempre per tutti, per il mondo intero ma mancavo totalmente a me stessa.

La Fibromialgia, era sempre li dietro l’angolo, ma al primo cenno io la mettevo a tacere, a volte con un Brufen, altre volte con una bella iniezione di Voltaren e Muscoril, o con un paio di giorni di riposo.

Mai e poi mai avrei accettato che potesse consumarmi altri giorni.

Non potevo regalarle neanche un altro mezzo secondo della mia vita.

tempo
io e la Fibromialgia

Il mondo girava veloce ed io dovevo essere a tempo.
Era questa la mia unica regola.

FINE PRIMA PARTE

…CONTINUA (clicca qui per leggere la seconda parte)

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Comments

  1. Barbara Bellugi dice

    2 Dicembre 2020 alle 15:55

    Sei una gran donna!!!
    Grande Vale, sono davvero molto felice di averti conosciuta e spero di poter continuare a frequentarti.
    Un grande bacio e a presto!
    Barbara

    Rispondi
    • Valentina Gattafoni dice

      10 Dicembre 2020 alle 14:00

      Barbara sappi che la cosa è reciproca ❤ Ti sono grata per le belle parole e sopratutto per aver avuto l’occasione di conoscerti e di condividere un percorso così importante in tua compagnia!
      T’abbraccio forte
      Vale

      Rispondi
  2. Fiorella dice

    2 Dicembre 2020 alle 16:28

    Sono commossa da tanta bellezza ❤️ Grazie per questo prezioso insegnamento di vita

    Rispondi
    • Valentina Gattafoni dice

      10 Dicembre 2020 alle 14:01

      ❤ Fiorella, grazie a te! Sei speciale. E’ stato davvero bello conoscerti. T’abbraccio.

      Rispondi
  3. Francesca dice

    3 Dicembre 2020 alle 18:11

    Vale sei una persona incredibile, mi hai lasciata senza parole…e sai che non è facile 😂 Ci vuole coraggio e forza per mettersi a nudo e per condividere…sono toccata e commossa.❤️

    Rispondi
    • Valentina Gattafoni dice

      10 Dicembre 2020 alle 14:04

      Francesca, che piacere sentirti!!!
      Le tue parole mi arrivano dritte al cuore ❤
      GRAZIE infinite!!
      Un abbraccione e speriamo di rivederci in giro ;)
      Vale

      Rispondi
  4. Giovanna Maria Zanin dice

    7 Dicembre 2020 alle 23:01

    Cara Valentina, ho letto la tua storia tutta d’un fiato. Me l’avevi già in parte raccontata a San Marino il mese scorso, ma è stato bello riascoltarti, sì proprio riascoltarti perché mentre leggevo le parole sentivo la tua voce e soprattutto vedevo il tuo grande sorriso e i tuoi occhi pieni di luce!
    Brava Valentina! E’ così che si fa: la vita ti ha lanciato una sfida e tu l’hai raccolta con coraggio e determinazione. Da qui in poi ti auguro che possano nascere per te tante opportunità di aiutare persone che si sono trovate in una condizione simile alla tua ma che hanno gettato o che stanno gettando la spugna.
    Il tuo esempio sarà per loro la medicina più efficace! Ma non solo per loro sarai un esempio da seguire!
    Ti auguro un grande successo e ti voglio un mondo di bene.
    La tua amica e collega Giovanna Maria Zanin

    Rispondi
    • Valentina Gattafoni dice

      10 Dicembre 2020 alle 14:09

      Giovanna Maria, mi hai lasciato senza parole, sono commossa da tutto ciò che leggo. ❤
      Ti ringrazio dal profondo del mio cuore e mi auguro anche io di poter essere nel mio piccolo d’aiuto a tante persone.
      Sono davvero felice e grata di averti consociuto, sei per me una Donna con la D maiuscola e una grande fonte d’ispirazione.
      Ti voglio un mondo di bene anche io ❤
      Ti abbraccio forte forte.
      A presto!
      VAle

      Rispondi
  5. ELISA dice

    6 Marzo 2021 alle 9:54

    Ciao Valentina, sono Elisa, sono molto contenta di averti conosciuta. La tua storia mi ha insegnato tanto..le tue parole mi sono servite molto..Sono felice di averti conosciuta..sicuramente ci risentiremo..Grazie..Un abbraccio forte.

    Rispondi

@ValentinaGattafoni – P.IVA 02444380444

Immagina di essere un gabbiano, libera di volteggi Immagina di essere un gabbiano, libera di volteggiare nel cielo, senza pensieri, senza peso. Senti l’aria che accarezza le tue ali, la brezza marina che ti sospinge in avanti. È questa sensazione di libertà che voglio farti provare oggi.
Ricordi quella volta che... quando eri bambina, davanti a te si apriva un mondo di infinite possibilità? Mentre giocavi, il tempo sembrava fermarsi e tu creavi mondi interi con la tua immaginazione. In quei momenti, hai sperimentato la magia della leggerezza. 
Una leggerezza che non è superficialità, ma la capacità di vivere il presente con pienezza e consapevolezza.
Non una fuga dalla realtà, ma un modo di affrontarla con un cuore aperto e una mente curiosa. 
Quella sensazione di libertà assoluta, di poter essere chiunque e fare qualsiasi cosa…
E proprio come allora, anche adesso hai dentro di te quella scintilla di leggerezza.
Lo so spesso, ci carichiamo di pensieri negativi, di preoccupazioni per il futuro, di rimpianti per il passato. Questi pesi ci impediscono di volare alto, di goderci la bellezza del momento presente. 
Ma cosa succederebbe se potessi liberarti da tutto questo?
Ora, immagina di portare quella stessa leggerezza in ogni aspetto della tua vita. 
È come se indossassi delle ali invisibili, che ti permettono di librarti sopra le preoccupazioni e le difficoltà. Pronte a portarti verso la tua più alta espressione
Senti la tua energia fluire liberamente…
Con ogni respiro, ti avvicini sempre di più a quella sensazione di libertà.
È una sensazione che ti appartiene, che è parte di te. 
E più la coltivi, più si trasforma in una forza inarrestabile
La leggerezza è come un’ancora, ma un’ancora che ti eleva.
Ti permette di connetterti con la tua essenza più profonda, con quella parte di te che è sempre stata libera e leggera. 
È in questo spazio che puoi scoprire la tua vera natura, la tua creatività, la tua gioia.
Lasciati andare, vola!
〰️ 
#leggerezza #ispirazione #oltreilimiti #libertàinteriore #Risvegliointeriore #libertà #CrescitaPersonale #VitaConsapevole #evoluzionespirituale #evoluzionepersonale
Hai fatto tutto ‘come si deve’, vero? Hai studiato Hai fatto tutto ‘come si deve’, vero?
Hai studiato tanto, hai lavorato sodo per un lavoro sicuro, hai raggiunto traguardi importanti, hai costruito una vita solida e rispettabile.
Eppure, c’è qualcosa che manca. 
Un’insoddisfazione sottile, un vuoto che nessuna conquista sembra colmare.
Ti sei mai sentita così?
Come se ci fosse una parte di te, preziosa e autentica, che stesse aspettando di essere scoperta?
È come se, nel corso degli anni, avessi imparato a indossare maschere, a conformarti a un’immagine di te che gli altri si aspettano. 
Ma tu sei molto più di questo.
Fermati un attimo,
Ricorda quando eri bambina e tutto sembrava possibile…
Ripercorri quei momenti in cui tutto sembrava facile, sembrava scivolare via senza sforzo, con naturalezza. Non c’era la paura di sbagliare, ma solo l’entusiasmo di agire. In quei momenti, la tua anima era libera di esprimersi.
È come se nel tempo avessimo imparato a sottovalutare le nostre capacità innate, a dare per scontato ciò che ci viene facile. Ma proprio in quelle piccole scintille, in quelle passioni che accendiamo con facilità, (a volte così ovvie da non meritare attenzione) che risiede la nostra unicità.
E i complimenti? Ti sei mai chiesta perché i complimenti a volte ti mettono a disagio? Magari perché sei abituata a pensare che chiunque altro al tuo posto avrebbe fatto lo stesso. Ma è proprio il momento di smettere di minimizzare i tuoi successi!
Allora, cosa puoi fare?
★ Inizia a svestire le maschere e a guardare dentro di te. Scopri quali sono le tue passioni più profonde, quelle che ti fanno sentire viva e vibrante.
★ Ascolta quella vocina interiore che spesso cerchi di zittire. È la tua bussola, quella che ti indica la strada verso la nostra autentica felicità.
★ E soprattutto, smetti di confrontarti. Ogni donna è un universo a sé, con i suoi talenti unici e le sue sfumature, concentrati e valorizza quelli.
È tempo di riconoscere le tue potenzialità e di lasciar brillare la tua luce.
Alla tua luce,
Valentina
〰️ 
#potenziale #credereinsestessi #oltreilimiti #libertàinteriore #CrescitaPersonale  #VitaConsapevole #consapevolezza #autostima
Ti ricordi la favola di Alice nel Paese delle Mera Ti ricordi la favola di Alice nel Paese delle Meraviglie? 
In una scena Alice dice: “Non ha senso tentare, non si possono credere cose impossibili”.  
E la Regina di Cuori rispose:
“Direi piuttosto che non hai molta pratica, quando ero più giovane, lo facevo sempre per mezz’ora al giorno. 
Alcune volte ho creduto fino a sei cose impossibili prima di colazione”.
Immagina per un attimo di essere Alice. 
Senti la curiosità che ti spinge oltre il limite, l’eccitazione di esplorare l’ignoto. 
Ascolta quella voce interiore che ti sussurra di osare, di credere in te stessa. 
Perché, sai, ogni volta che ti limiti a ciò che ritieni possibile, stai in realtà costringendo la tua mente a una vita mediocre.
Ma se invece ti apri a nuove prospettive, se scegli di andare oltre, scoprirai un mondo di opportunità che nemmeno immaginavi esistessero. 
Senti già l’energia che ti scorre nelle vene, la fiducia in te stessa che cresce a ogni passo.
♥ Oggi TI SFIDO! 
Inizia anche tu come la Regina di Cuori a scrivere 6 cose che credi impossibili ogni mattina. Non sto scherzando, anche io ho fatto questo esercizio un sacco di volte!
Ascolta la tua voce interiore. Cosa ti dice? Scrivilo in un quaderno e presto ti sorprenderai.
Ricorda: l’impossibile è solo una questione di prospettiva. 
Come Alice, puoi imparare a credere in ciò che sembra impossibile.
I risultati più grandi spesso iniziano con una semplice convinzione. Man mano che prosegui nel tuo viaggio, scoprirai che più credi in te stessa, più diventi capace. 
Ad ogni passo che fai, la tua Fiducia crescerà e ti avvicini sempre di più ad un futuro che va oltre la tua più sfrenata immaginazione.
Sei pronta a credere nell’impossibile e renderlo realtà? 
La scelta è tua. E ricorda, gli unici limiti sono quelli che ti poni tu stessa.
P.s.: Scrivimi e fammi sapere come va l’esercizio! ;)
Alle tue infinite possibilità,
Valentina 
〰️ 
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Forse hai già incontrato alcuni di questi confini, Forse hai già incontrato alcuni di questi confini, spesso invisibili e che a volte ti impediscono di volare.
Ma cosa accadrebbe se dicessi che tu possiedi la chiave per aprire ogni porta, per volare ancora più in alto, aldilà di ogni confine.
Immagina di avere un passaporto molto speciale, uno che ti permette di viaggiare oltre quei confini, verso terre inesplorate e meravigliose. Uno di quelli che ti porta sempre più vicino a te stessa, alla tua essenza, alla tua verità.
Senti la libertà che ti chiama? Quella sensazione di leggerezza e di espansione che ti invita ad andare oltre i tuoi limiti, ancora e ancora. È come un’onda potente che ti travolge e ti porta verso nuovi orizzonti.
Pensaci un attimo, dove ti porterebbe questo viaggio, se lo intraprendessi ora?
* Cosa scopriresti di te stessa?
* Come cambierebbe la tua vita?
RICORDA: La verità è che sei già libera. 
La vera libertà non dipende dalle circostanze esterne, ma da come scegli di vivere ciò che accade dentro e fuori di te. È in ogni scelta che fai, e più ti sporgi oltre i bordi più ti allinei alla verità, più la sperimenti pienamente.
Inizia ora. Fai un piccolo passo. E poi un altro.
La libertà ti aspetta.
Sei pronta a prenderla al volo?
→ Scrivimi in DM e prenota la tua chiamata esplorativa gratuita.
Con gioia, 
Valentina
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La vera libertà si trova oltre i confini di quella La vera libertà si trova oltre i confini di quella mappa.
Sei pronta a sperimentare questa espansione?
Bene, allora esploriamo insieme alcuni dei passi fondamentali:
★ Osservazione: Imparare a disidentificarti dai tuoi pensieri ed emozioni e a guardarli come un osservatore neutrale, senza giudizio.
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★ Presenza: Allenarsi a vivere nel qui ed ora, dove il tempo collassa e si crea quel vuoto tra un pensiero e l’altro. In questo spazio, trovi la libertà di scegliere.
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🌰 La castagna d’oro esiste davvero? O forse è solo 🌰 La castagna d’oro esiste davvero? O forse è solo una scintillante distrazione che ci allontana dal vero tesoro? 
Questo weekend, la natura mi ha ricordato 3 importanti lezioni:
1. Nulla è come sembra. Quello che luccica non è sempre oro.
2. La mappa non è il territorio: La vera ricchezza non si trova seguendo una mappa, ma seguendo la propria intuizione.
3. Il presente è tutto: Ogni istante è un’opportunità per scoprire tesori inaspettati.
Qual è la “castagna d’oro” che ti illude? E cosa ti stai perdendo nel frattempo?
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Scrivimi in DM e scopriamolo insieme.
Alla tua infinita ricchezza,
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Mentre le onde della mente si infrangono sulla superficie, ricordati: la tua Anima è un oceano infinito. 
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